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N° 02

Attacco aereo e missilistico degli USA in Afghanistan

(7 Ott) Alle 18:30 ora italiana è scattato l'attacco aereo e missilistico
su Kabul, Quandahar e Jalalabad, e sui campi d'addestramento di Bin Laden.





(C) War News 
I missili Cruise sono stati lanciati dalle navi della 5^ e 6^ flotta Usa e dalla flotta inglese, che incrociano nel Mare Arabico a sud del Pakistan
KABUL - L'attacco contro l'Afghanistan è cominciato.
Una pioggia di bombe sganciate dai caccia-bombardieri e di missili Cruise lanciati dalle navi sta cadendo su Kabul, Quandahar e Jalalabad.
Dalla capitale afghana si alzano alte colonne di fumo. La contraerea talebana illumina il cielo. L'energia elettrica ele comunicazioni nella città sono saltate. Colpito l'aeroporto e il ministero della difesa, oltre alle postazioni della contraerea.
Colpiti anche almeno tre campi d'addestramento di Bin Laden, sicuramente uno a Konduz, nel nord.
Le navi e gli aerei coinvolti nell'attacco non sono solo degli Usa ma anche della Gran Bretagna.
Venti minnuti dopo l'inizio dell'attacco, il presidente Bush ha annunciato dalla Casa Bianca alla televisione di aver dato il via all'operazione "Enduring Freedom".
"Abbiamo iniziato un attacco mirato contro l'Afghanistan, contro obbiettivi militari e non contro i civili" ha detto Bush. "Un attacco portato per sconfiggere i terroristi e portato in stretto contatto con l'Inghilterra, la Francia e la Germania. Ma sono 38 i paesi nel mondo che ci sono vicini in questa nostra battaglia contro il male".
"Due settimane fa - prosegue Bush - ho dato ai Taliban una serie di avvertimenti e richieste, nessuna è stata esaudita. E allora adesso pagheranno caro il loro comportamento. Vogliamo mettere fine alla campagna del terrore e lo stiamo facendo, cercando di colpire i campi e le basi logistiche dei nostri nemici. L'America però non è nemica del popolo afgano e infatti lanceremo su Kabul e sulle altre città cibo e altri aiuti ai civili. L'America non è nemica dell'Islam, i terroristi sono gli unici bersagli, questi barbari profanano una grande religione".
Il presidente americano poi ribadisce che sarà una guerra lunga: "Oggi siamo partiti dall'Afghanistan, ma non ci fermeremo qui. Le nazioni sono davanti ad una scelta, possono decidere se stare con il bene o con il Male. Noi vogliamo portare la pace e per farlo dobbiamo annientare i terroristi e gli stati che li proteggono".
Poi un cenno alle misure di sicurezza interne: "In queste ore abbiamo rafforzato la vigilanza nelle nostre città e in quelle dei nostri alleati".
Infine la promessa finale: "Ci vorrà tempo, ma la giustizia e la libertà vinceranno. Dio benedica l'America".

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