LONDRA
– Ha firmato classici come Something e My sweet
Lord, ma non è mai stato considerato un genio. Anzi.
Gorge Harrison ha dovuto affrontare anche la vergogna del
tribunale. Fu accusato di plagio proprio per la canzone che
gli ha dato più soddisfazioni. Gli è toccato vivere
all’ombra di due giganti della canzone come John Lennon e
Paul McCartney incontrati sulla strada della vita e della
professione. I suoi brani, comunque, vantano interpretazioni
prestigiose: persino Sinatra si è cimentato con Something.
Harrison ha firmato anche Norwegian Wood, Taxman,
I want to Tell You, che occupano un posto di riguardo
in quel monumento alla musica popolare costituito dal
canzoniere dei Beatles.
Una
citazione a parte la merita While my Guitar Gently Weeps,
illuminata da un celebre assolo del suo amico Eric Clapton.
Purtroppo il suo pezzo più famoso è stato un plagio: My
Sweet Lord finì ai primi posti delle classifiche di
mezzo mondo prima di essere riconosciuto da un tribunale come
la copia di She's so Fine delle Chiffons.
I'd
Have You Anytime, scritto a quattro mani con Bob Dylan,
è invece la canzone migliore di All Things Must Pass,
la sua cosa migliore da solista, da poco ristampata su cd. Cloud
Nine è probabilmente il titolo che val la pena di
ricordare prima di concludere la ricostruzione della carriera
di compositore di George Harrison, protagonista - insieme a
Bob Dylan, Tom Petty, Roy Orbison e Jeff Lynne - di quella
divertente avventura chiamata Traveling Wilburys.
(30
NOVEMBRE 2001, ORE 11:30)