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ROMA, 16 GIUGNO 2002 - Padre Pio è diventato santo della
Chiesa Cattolica in una giornata di caldo tropicale: il sole
cocente e i rischi di malore e di disidratazione non hanno
tuttavia impedito ad una folla record di 300mila devoti del
frate con le stimmate di riempire piazza San Pietro e via
della Conciliazione per assistere al rito di canonizzazione di
tre ore, presieduto da Giovanni Paolo II. Il Papa, che
nonostante la sofferenza fisica, ha retto piuttosto bene ad un
impegno così faticoso, ha proclamato santo padre Pio alle
10:20 di oggi: dalla piazza e dalla vie circostanti la
Basilica Vaticana è scoppiato un interminabile applauso,
mentre i volontari con gli idranti cercavano di dare un pò di
refrigerio alla folla con getti di acqua nebulizzata, e i
medici e la protezione civile cercavano di aiutare i molti
svenuti o colpiti da malore. I cardinali e i vescovi sul
sagrato hanno aperto i loro grandi ombrelli a spicchi bianchi
e gialli per proteggersi dal sole, ed anche tra i fedeli ogni
genere di copertura è stata adottata; i più avevano
cappellini bianchi o gialli con l'effige di padre Pio, altri
hanno usato ombrelli da pioggia, altri ancora si sono messi in
testa teli o asciugami. Anche tra le autorità presenti
qualcuno ha rotto il cerimoniale: il senatore Giulio Andreotti
si è infilato un copricapo bianco e il suo esempio è stato
subito seguito da altri. «Dichiariamo e definiamo Santo il
Beato Padre Pio da Pietrelcina e lo iscriviamo nell'Albo dei
Santi e stabiliamo che in tutta la Chiesa egli sia devotamente
onorato tra i Santi», ha detto Giovanni Paolo II, con voce un
pò tremante, indicando poi successivamente nel 23 settembre,
giorno della morte del frate cappuccino, la data ufficiale
della sua festa nel calendario liturgico. Grandi schermi
piazzati alle estremità del colonnato berniniano e ai lati di
via della Conciliazione hanno rilanciato le parole del Papa
tra tutti coloro, la maggioranza, che non sono riusciti ad
avere accesso ai posti a sedere. Fonti della questura hanno
parlato di circa 300 mila presenti, una cifra che eguaglia
solo, per quanto riguarda le cerimonie a piazza San Pietro, la
folla della beatificazione del fondatore dell'Opus Dei, Escrivà
de Balaguer, nel 1992. Lo spettacolo della gente ripreso dagli
elicotteri delle televisioni è stato impressionante. I più
audaci, tra cui anche diverse suore, si sono arrampicati sui
tetti e sui terrazzini degli edifici circostanti, per
assistere alla cerimonia. Tanti i volti rigati dal sudore e
dalla stanchezza; gente proveniente da tutta Italia, che ha
viaggiato di notte per non perdere l'appuntamento. Molti anche
i devoti stranieri, africani, americani, persino asiatici. Si
calcola che in piazza fossero rappresentati circa 2500 gruppi
di preghiera italiani dedicati a Padre Pio e circa 1500
stranieri. Davanti all'altare del Papa, nei posti di onore, vi
erano i miracolati di padre Pio e una schiera di personalità
della politica e delle istituzioni italiane. A guidare la
delegazione ufficiale del governo era il vicepresidente del
Consiglio dei Ministri, Gianfranco Fini. A poche decine di
metri di distanza anche il piccolo Matteo Pio Colella, 10
anni, guarito inspiegabilmente da una meningite fulminante,
nel gennaio del 2000: è a questo miracolo, attribuito
all'intercessione di Padre Pio, che si deve la santificazione
di oggi del cappuccino con le stimmate. Il piccolo Matteo,
figlio di un medico di San Giovanni Rotondo, vestito molto
semplicemente con una camicia e giacchetta bianca, ha fatto
stamane la sua prima comunione. Ma a dargli il sacramento,
anzichè il Papa come tutti si aspettavano, è stato il
cardinale di Palermo, Salvatore De Giorgi. Giovanni Paolo II
ha infatti preferito, come accade ormai spesso, non
distribuire le ostie tra i fedeli. Un'altra miracolata
presente in piazza è stata la dottoressa polacca Wanda
Poltawska, amica di lunga data di Karol Wojtyla. Per lei,
malata di un terribile cancro alla gola, nel 1962 l'allora
arcivescovo di Cracovia scrisse al frate di Pietrelcina,
chiedendo preghiere per la guarigione. La signora guarì in 11
giorni. Giovanni Paolo II non ha mai nascosto di essere un
devoto di padre Pio sin da quando era giovane ed oggi, durante
l'omelia, ha ricordato di essere stato confessato dal frate
nel lontano 1947. Il fatto di essere riuscito a portare agli
onori degli altari universali quel religioso così amato dalle
folle e così osteggiato in passato dalle autorità
ecclesiastiche, è un successo personale per Papa Wojtyla. Ed
è di Giovanni Paolo II la prima preghiera composta per il
nuovo santo: in essa il Pontefice gli chiede di insegnarci «l'
umiltà del cuore», di aiutarci «a pregare senza mai
stancarci», di ottenerci «uno sguardo di fede capace di
riconoscere prontamente nei poveri e nei sofferenti il volto
stesso di Gesù», di sostenerci «nell' ora del combattimento
e della prova», di accompagnarci «nel pellegrinaggio terreno
verso la Patria beata, dove speriamo di giungere anche noi».
Al termine della messa, Giovanni Paolo II, nonostante il gran
caldo e i suoi vestiti pesanti da cerimonia, bianchi e
ricamati in oro, ha percorso in papamobile non solo piazza San
Pietro ma tutta via della Conciliazione fino al lungotevere,
prima di tornare indietro in Vaticano. Tutto è andato per il
meglio: il solo momento di apprensione si è avuto quando un
tedesco ha tentato, poco prima che finisse la cerimonia sul
sagrato di San Pietro, di avvicinarsi al Pontefice ma è stato
subito bloccato dagli uomini della sicurezza.
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