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N° 11/2002

Schumacher campione del mondo

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Cinque volte campione del Mondo: Super Michael eguaglia Fangio e porta la Ferrari al terzo trionfo consecutivo nel campionato del Mondo: "Questa squadra è una leggendfa: li amo tutti". Sono lontane le lacrime di Monza. Todt: "La nostra forza è l'unità". A Maranello  un boato di gioia e campane a festa. Scheda F2002,  la più bella di tutti i tempi. Tutti ma proprio tutti, gli uomini del Dream Team. L'Avvocato: "Tutto come mi aspettavo".  Montezemolo: "Una vittoria dedicata all'Italia".  E ora tocca a Barrichello

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MAGNY COURS, 21 LUGLIO 2002 - Và bè, allora vinco io. Michael Schumacher deve aver pensato qualcosa del genere quando, a 4 giri dalla fine, ha visto Raikkonen andare lungo e aprirgli le porte del suo quinto mondiale. Perchè a Schumi tutto sommato andava bene anche arrivare secondo. Ma se è così: e ha vinto per la 61/a volta in carriera. È finito così il gp di Francia, laureando Michael Schumacher campione del mondo per la quinta volta. Come Manuel Fangio. Ma nessuno poteva prevedere finale più inatteso, per come si era messa la gara. Infatti in attesa di sapere se festa mondiale ci sarebbe stata oppure no, il gp di Francia aveva offerto un colpo di scena ancora prima di cominciare: Barrichello fermo in pista, la sua Ferrari sospesa sui cavalletti, i meccanici affannosamente intorno a cercare di accendere un motore che proprio non vuole saperne. Il brasiliano, che per lo stesso motivo a Silverstone era stato costretto a partire ultimo (arrivando 2/o), a Magny Cours è sceso dall'auto senza aver fatto un metro. Infuriato. Partono invece gli altri, come da copione: alla prima curva primo Montoya, secondo Schumacher, terzo Raikkonen. Subito aggressivo: già al secondo giro approfitta di un tentativo di sorpasso di Michael su Montoya per cercare a sua volta di superare il ferrarista. Ci riesce per qualche metro, poi Schumi lo risupera prima dell'ingresso della curva successiva. Passati questi fuochi iniziali, la gara per quanto riguarda le posizioni di testa si stabilizza. La battaglia è dietro. Protagonista (in negativo) Felipe Massa che riceve due 'drive through' consecutivi: il primo per partenza anticipata, il secondo perchè taglia la linea bianca in uscita box. Un incidente nel quale incorre lo stesso Michael Schumacher all'uscita del primo pit stop. La sosta, effettuata al 26/mo, è stata impeccabile: rifornimento e cambio gomme in 8«4 (lo stesso tempo impiegato un giro prima da Montoya). Schumi grazie ad un giro straordinario si porta in testa ma esattamente alle 14.45, dopo 45' di gara, i commissari comunicano: »La macchina numero 1 è tenuta a un 'drive through' per aver tagliato la linea bianca in uscita dalla corsia box«. Per Schumacher significa perdere 13-14 secondi. Decide di rassegnarsi a questa perdita 'mondialè al 36/mo giro: entrata in corsia box in prima posizione, andatura necessariamente lenta lungo tutta la corsia, rientro in pista in terza posizione alle spalle di Montoya e Raikkonen di un soffio, meno di 1 secondo. A questo punto la gara si fa entusiasmante. Perchè rimane appesa a questo interrogativo: riuscirà il campione del mondo a consacrarsi tale superando BMW-Williams e McLaren? La chiave di tutto è affidata al secondo pit-stop. Decide di effettuarlo per primo Montoya, al 43/mo giro: 11»6 il suo tempo, rientra in pista in ritardo di 25«, in testa Raikkonen. Al 48/mo giro è la volta di Schumacher: 8»8 il suo tempo, rientra in pista e 'tirà come un pazzo. Raikkonen si ferma il giro dopo: 8«7 il pit stop, rientra in pista di un soffio davanti a Schumi, con Montoya in difficoltà. Inizia un finale al cardiopalma. Schumi non ci sta a rimanere dietro a quella 'freccia d'argentò, perchè sa che se riesce a superarla è matematicamente campione del mondo. Mentre alle sue spalle sia Ralf Schumacher (in 5/a posizione) sia David Coulthard (in 3/a) incappano nello stesso errore: tagliano la linea bianca dell'uscita box, 'drive through' per entrambi. Ma la tensione là davanti è alle stelle. Tanta. Troppa per il giovane Raikkonen, che a un passo dalla sua prima vittoria in formula 1 commette il più banale degli errori: alla curva 'Adelaidè, la più lenta di Magny Cours, scivola sullo sporco lasciato da un precedente testa-coda della Toyota di Allan McNish e apre la porta del Mondiale a Michael Schumacher. Che non si fa pregare. Supera con facilità la McLaren e si lancia verso il suo quinto titolo Mondiale. Offerto così, su un piatto d'argento. Sotto sotto avrebbe preferito vincerlo in Germania tra una settimana. Ma se è così... »Dire grazie alla squadra della Ferrari - ha commentato a caldo - è troppo poco. Li amo tutti, sono parte di me«.

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