MADRID, 19 NOVEMBRE 2002 - La
petroliera 'Prestige', naufragata mercoledì scorso davanti
alle coste della Galizia (nordovest della Spagna) è affondata
oggi, intorno alle 16.30 (locali ed italiane), dopo essersi
spezzata in due poche ore prima, quando si trovava a circa 150
miglia dalla terra ferma.
La nave, che era partita dall'Estonia e si dirigeva -
apparentemente - verso Singapore, trasportava circa 70 mila
tonellate di gasolio, delle quali 4.000 sono fuoriuscite nelle
24 ore seguenti al naufragio, causando una marea nera che ha
inquinato circa 150 chilometri della costa della Galizia.
Altre 4.000 tonellate circa di gasolio hanno costituito una
seconda macchia nera, che la 'Prestige' ha lasciato dietro di
sè mentre era trainata verso il mare aperto. Il resto del
carburante si trova ancora nei serbatoi della nave, affondata
in un punto dove la profondità è fra i 3800 e i 4000 metri.
Il rappresentante del governo spagnolo in Galizia, Arsenio
Fernandez de Mesa, ha detto che considera «poco probabile»
che questa macchia possa arrivare fino alla costa spagnola,
causando nuovi danni.
Fernadez de Mesa ha aggiunto che, secondo gli esperti
consultati, i serbatoi ancora pieni di decine di migliaio di
tonnellate di gasolio non dovrebbero costituire un grave
pericolo. Anche qualora la pressione li facesse esplodere,
l'olio combustibile che ne fuoriuscirebbe dovrebbe
solidificarsi per effetto proprio della pressione e delle
basse temperature, e non rappresenterebbe un pericolo per
l'ambiente naturale.
Se il governo spagnolo minimizza sulle possibilità di una
catastrofe ecologica ancora peggiore di quella vissuta finora,
i partiti dell'opposizione e le organizzazioni di protezione
della natura criticano il modo in cui le autorità sono
intervenute per affrontare la crisi, e nel settore della pesca
e del «marisqueoo» (raccolta di frutti di mare) il
sentimento più comune è rabbia e sconforto.
Malgrado il governo autonomo della Galizia abbia già
annunciato indennizzi per il settore della pesca, precisando
che «non ci sono limiti per il momento» per quanto concerne
l'assistenza agli operatori del settore danneggiati per il
naufragio, resta il fatto che una delle risorse più
importanti della regione -le cozze e i molluschi galiziani
sono celebri in tutto il paese- sembra essere compromessa per
un molto tempo.
Ai danni economici si aggiungono quelli ecologici,
specialmente per quanto concerne gli uccelli: le associazioni
di protezione degli animali e della natura parlano di alcuen
centinaia di uccelli morti e di alre centinaia ricoperti dal
gasolio, ma non esistono ancora previsioni sui possibili
effetti a media scadenza.
Il Wwf ha diffuso un comunicato nel quale sostiene che il
naufragio della 'Prestige' dimostra che «non abbiamo imparato
la lezione» da altri casi simili, come quello della 'Exxon
Valdez' nel 1989 o dell«Erikà nel 1999, mentre
l'associazione degli impreditori della Galizia si è detta
favorevole alla adozione immediata di una norma che prescirva
l'obbligatorietà della doppia chiglia per le petroliere (la 'Prestige'
ne aveva solo una).
Il ministro per le Infrastrutture, Fernando Alvarez Cascos, è
già stato convocato al Parlamento di Madrid per riferire
sulla vicenda, e se non tutti arrivano a chiederne le
dimissioni insieme a quella di altri tre ministri, come ha
fatto il Blocco nazionalista galiziano, il clima politico è
piuttosto negativo per il governo.
Alle polemiche ecologiche e di politica interna si sono
aggiunte anche quelle internazionali: Gibilterra e il Regno
Unito non hanno gradito che Madrid abbia accusato la Rocca di
non aver proceduto ai necessari controlli di sicurezza sulla 'Prestige'.
Lisbona d'altro canto ha accusato gli spagnoli di aver cercato
di portare la petroliera - dopo il naufragio - verso le sue
acque e quindi avere contribuito al rischio di un disastro
ecologico anche per il Portrogallo.