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N° 14/2002

Disastro ecologico nell'Atlantico

Disastro ecologico nell'Atlantico

La Prestige, naufragata al largo delle coste della Galizia, trasportava oltre 70mila tonnellate di carburante. Molte specie sono a rischio a causa della marea nera

(C) Quotidiano Net


 MADRID, 19 NOVEMBRE 2002 - La petroliera 'Prestige', naufragata mercoledì scorso davanti alle coste della Galizia (nordovest della Spagna) è affondata oggi, intorno alle 16.30 (locali ed italiane), dopo essersi spezzata in due poche ore prima, quando si trovava a circa 150 miglia dalla terra ferma.

La nave, che era partita dall'Estonia e si dirigeva - apparentemente - verso Singapore, trasportava circa 70 mila tonellate di gasolio, delle quali 4.000 sono fuoriuscite nelle 24 ore seguenti al naufragio, causando una marea nera che ha inquinato circa 150 chilometri della costa della Galizia.

Altre 4.000 tonellate circa di gasolio hanno costituito una seconda macchia nera, che la 'Prestige' ha lasciato dietro di sè mentre era trainata verso il mare aperto. Il resto del carburante si trova ancora nei serbatoi della nave, affondata in un punto dove la profondità è fra i 3800 e i 4000 metri. Il rappresentante del governo spagnolo in Galizia, Arsenio Fernandez de Mesa, ha detto che considera «poco probabile» che questa macchia possa arrivare fino alla costa spagnola, causando nuovi danni.

Fernadez de Mesa ha aggiunto che, secondo gli esperti consultati, i serbatoi ancora pieni di decine di migliaio di tonnellate di gasolio non dovrebbero costituire un grave pericolo. Anche qualora la pressione li facesse esplodere, l'olio combustibile che ne fuoriuscirebbe dovrebbe solidificarsi per effetto proprio della pressione e delle basse temperature, e non rappresenterebbe un pericolo per l'ambiente naturale.

Se il governo spagnolo minimizza sulle possibilità di una catastrofe ecologica ancora peggiore di quella vissuta finora, i partiti dell'opposizione e le organizzazioni di protezione della natura criticano il modo in cui le autorità sono intervenute per affrontare la crisi, e nel settore della pesca e del «marisqueoo» (raccolta di frutti di mare) il sentimento più comune è rabbia e sconforto.

Malgrado il governo autonomo della Galizia abbia già annunciato indennizzi per il settore della pesca, precisando che «non ci sono limiti per il momento» per quanto concerne l'assistenza agli operatori del settore danneggiati per il naufragio, resta il fatto che una delle risorse più importanti della regione -le cozze e i molluschi galiziani sono celebri in tutto il paese- sembra essere compromessa per un molto tempo.

Ai danni economici si aggiungono quelli ecologici, specialmente per quanto concerne gli uccelli: le associazioni di protezione degli animali e della natura parlano di alcuen centinaia di uccelli morti e di alre centinaia ricoperti dal gasolio, ma non esistono ancora previsioni sui possibili effetti a media scadenza.

Il Wwf ha diffuso un comunicato nel quale sostiene che il naufragio della 'Prestige' dimostra che «non abbiamo imparato la lezione» da altri casi simili, come quello della 'Exxon Valdez' nel 1989 o dell«Erikà nel 1999, mentre l'associazione degli impreditori della Galizia si è detta favorevole alla adozione immediata di una norma che prescirva l'obbligatorietà della doppia chiglia per le petroliere (la 'Prestige' ne aveva solo una).

Il ministro per le Infrastrutture, Fernando Alvarez Cascos, è già stato convocato al Parlamento di Madrid per riferire sulla vicenda, e se non tutti arrivano a chiederne le dimissioni insieme a quella di altri tre ministri, come ha fatto il Blocco nazionalista galiziano, il clima politico è piuttosto negativo per il governo.

Alle polemiche ecologiche e di politica interna si sono aggiunte anche quelle internazionali: Gibilterra e il Regno Unito non hanno gradito che Madrid abbia accusato la Rocca di non aver proceduto ai necessari controlli di sicurezza sulla 'Prestige'. Lisbona d'altro canto ha accusato gli spagnoli di aver cercato di portare la petroliera - dopo il naufragio - verso le sue acque e quindi avere contribuito al rischio di un disastro ecologico anche per il Portrogallo.


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