ROMA, 23 DICEMBRE 2003 - «Un'emozione
indescrivibile. Sono tornato a Roma dopo 56 anni e non ho
parole per descrivere e i miei sentimenti in questo momento».
Queste le prime parole di Vittorio Emanuele di Savoia al suo
arrivo all'aeroporto romano di Ciampino dopo esser stato
ricevuto in udienza in Vaticano.
L'erede della Casa reale è sbarcato alle nove di
questa mattina da un aereo privato allo scalo romano. Assieme
a lui, la moglie, Marina Doria, e il figlio Emanuele
Filiberto. I tre, elegantissimi, sono stati accompagnati da
auto della Santa Sede in Vaticano, dove sono arrivati poco
prima delle undici per l'udienza con il Pontefice.
«Per noi questa udienza è molto importante, per noi
è quasi una pagina di storia». Così Vittorio Emanuele di
Savoia si è rivolto al Papa che lo accoglieva insieme alla
sua famiglia nella biblioteca privata.
Vittorio Emanuele di Savoia, la moglie Marina Doria e
il figlio Emanuele Filiberto sono giunti nella biblioteca
papale intorno alle 11. Il Papa li ha accolti in piedi,
appoggiato alla sua scrivania, con un «siate i benvenuti».
Tutti e tre i componenti dell'ex famiglia reale
d'Italia sono apparsi piuttosto emozionati, hanno aspettato
che Giovanni Paolo II si sedesse, per prendere posto, a loro
volta seduti, di fronte a lui. Vittorio Emanuele si è seduto
al centro, alla sua destra la consorte e alla sinistra il
figliolo.
Dopo l'incontro privato sono stati fatti entrare i
fotografi per lo scambio dei doni.
Sia Vittorio Emanuele sia il figlio indossavano
completi doppiopetto scuri, senza decorazioni, e in nero era
anche Marina Doria, con un abito longuette e velo nero sul
capo.
Il Papa ha donato dei rosari, bianco quello per la
signora. I Savoia hanno ricambiato con una stampa e due libri.
La stampa raffigura la venerabile serva di Dio Maria Cristina
di Savoia, regina del regno delle Due Sicilie. I libri, due
testi antichi, sono «L'Epopea dei Savoia», molto voluminoso
e, più piccolo, «Storia del beato Amedeo III duca di Savoia».
Le foto sono state scattate attorno alla scrivania del
Papa, che prima di congedarsi ha detto ai suoi ospiti: «Che
il Signore vi benedica, a voi e alla famiglia Savoia, Buon
Natale e alla prossima». «Buon Natale», hanno risposto i
Savoia.
Successivamente Vittorio Emanuele e i suoi familiari
sono stati ricevuti dal segretario di Stato, Angelo Sodano,
per quella che viene definita in Vaticano una visita di
cortesia.
Poi il ritorno a Ciampino per l'immediata ripartenza.
Destinazione, Ginevra.
Qui, ad attenderli, i Savoia hanno trovato decine di
giornalisti, operatori e fotografi insieme a rappresentanti
della nobiltà capitolina.
A questi, Vittorio Emanuele ha annunciato che tornerà
in Italia tra un mese e mezzo. «Per metà gennaio tornerò in
Italia - ha detto - andrò prima a Napoli, poi di nuovo a Roma
e infine in varie tappe visiterò il resto d'Italia. Quella di
oggi è stata una visita imprevista, abbiamo saputo che il
Papa ci avrebbe ricevuto solo 48 ore fa. Il medico mi ha
concesso questo strappo. Infatti non sto ancora molto bene e
il viaggio in aereo mi ha affaticato ma ci tenevo moltissimo
ad andare in Vaticano».
Vittorio Emanuele ha poi spiegato che prima di essere
ricevuto dal Pontefice hanno fatto un brevissimo tour per
Roma: «Abbiamo visto il Colosseo, l'Appia antica e altri
posti che però non conosco bene. Non siamo stati al Pantheon,
non c'era il tempo, ma avremo l'occasione per farlo». L'erede
di casa Savoia ha poi precisato che Roma è una città
"meravigliosa". «Me la ricordavo così anche se ero
molto giovane quando sono stato costretto a lasciare l'Italia.
Per questo momento storico non ci sono parole per descrivere
la mia emozione, la mia gioia e la mia gioia infinita».