STROMBOLI (MESSINA), 30 DICEMBRE
2002 - «Stiamo bene ma siamo terrorizzati, non avevamo mai
visto una cosa del genere». Il racconto della proprietaria di
un bar-ristorante di Stromboli fotografa la paura che si vive
nell' isola dopo l' onda anomala, alta oltre 20 metri, che ha
investito le frazioni di Piscidà, Fico Grande e Scavi
causando scene di panico tra abitanti e turisti. A provocarla,
spiegano gli esperti della Protezione civile e dell' Ingv, una
frana sul versante di Sciara di fuoco, da giorni attraversata
da nuove colate laviche che finiscono a mare. «È stato un
cedimento di un intero canale di lava emessa ieri - sottolinea
Enzo Boschi, direttore dell' Ingv - che è crollato in mare
creando l' onda anomala: due le frane che si sono verificate a
distanza di due minuti l' una dall' altra. Un fenomeno che
difficilmente si ripeterà, almeno a breve».
L' energia provocata dall' arrivo della frana in mare ha
creato un' onda d' urto in acqua che si è propagata in mare
per diverse miglia, fino a Lipari e Milazzo, creando problemi
anche alla stabilità di alcune petroliere. Ma il panico ha
regnato soprattutto a Stromboli e nella piccola frazione di
Ginostra. «Prima è andata via la luce - ricostruisce ancora
terrorizzata una commerciante dell' isolotto - poi dopo cinque
minuti è cominciata una fitta caduta di cenere e fango.
Abbiamo visto il mare ingrossarsi e molte case sono state
invase dell' acqua del mare. Molte barche si sono capovolte,
alcune hanno rotto gli ormeggi ed hanno portato al largo i
pescatori che si trovavano a bordo». Per fortuna i feriti
sono stati soltanto sei: tre medicati sul posto per lievi
escoriazioni, mentre per gli altri si è reso necessario il
ricovero nell' ospedale Papardo di Messina, dove sono stati
condotti con gli elicotteri del 118. «Soltanto per fratture
non gravi» precisa il sindaco di Lipari, Mariano Bruno, che
ha competenza amministrativa anche su Stromboli. Il primo
cittadino invita «tutti alla calma» perchè, sottolinea, «la
situazione è sotto controllo e i vulcanologi ci hanno
assicurato che il fenomeno non dovrebbe ripetersi».
Parole non ascoltate da molti turisti che hanno preferito
lasciare l' isola ed attendere a casa l' arrivo del Capodanno.
«C' erano altre persone sulla spiaggia - dice un turista - è
stato un miracolo che il mare non le abbia portate via con sè».
Ad aumentare la tensione c' è stata poi una pioggia di fango,
un misto di cenere lavica ed acqua che è precipitato su
Stromboli. «Abbiamo avuto paura - conferma un professionista
- inutile negarlo. È anche venuto il sindaco ed ha parlato a
tutti, rassicurandoci che il peggio era passato. Ma io, e come
me tanti altri ho moglie e figli al seguito: torno a casa» È
«senza fiato ed impaurito» anche Gianluca Giuffrè, 23 anni,
commerciante e 'portavocè dei 27 abitanti di Ginostra, la
minuscola frazione di Stromboli raggiungibile soltanto via
mare e che non ha luce elettrica. «Ho sentito un boato,
seguito da un rumore assordante provocato dall' acqua -
ricorda - sono uscito dalla mia casa e ho guardato
istintivamente la montagna, poi mi sono girato e ho visto il
mare che si stava ritirando di circa cento metri.
Dopo pochi secondo un' onda gigantesca, alta una ventina di
metri, ha spazzato via tutte le barche, facendole poi
schiantare contro gli scogli». «Il fenomeno - racconta
ancora il testimone - si è ripetuto, credo almeno per cinque
volte. Poi il mare si è acquietato. Io e gli altri abitanti
ci siamo ritrovati tutti in piazza, rimanendo senza fiato a
guardare questo spettacolo terribile e affascinante allo
stesso modo. Per tutta la mia vita non potrò mai dimenticare
quello che ho visto...». Eppure soltanto otto degli abitanti
di Ginostra hanno lasciato il paese per paura. Gli elicotteri
della marina militare li hanno condotti a Lipari, dove si
sentono più sicuri. Gli altri non hanno voluto abbandonare la
loro casa.
È il sindaco Bruno a tracciare un bilancio dei danni
provocati dall' onda anomala: «Alcune case sul lungomare sono
state danneggiate, anche gravemente, dalla forza d' urto delle
acque; numerose imbarcazioni sono state distrutte. È ancora
presto per fare una stima esatta, ma si tratta comunque di
danni consistenti». A Stromboli sono ancora al lavoro i
funzionari della Protezione civile. Dopo l' allarme è infatti
scattato il piano di emergenza, coordinato dal dipartimento
della Protezione civile che ha istituito un Centro operativo a
Roma mentre il capo della struttura, Guido Bertolaso, si è
recato sul posto per un sopralluogo. Al largo dell' isola, per
precauzione, resterà per alcuni giorni il pattugliatore 'Cassiopeà
della Marina militare.