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N° 05/2003

Dichiarata la guerra all'Irak da parte degli USA

Bush lancia l'ultimatum: "Via Saddam o guerra tra 48 ore"
Chirac: "Va contro l'Onu"

Nel suo discorso, durato 15 minuti, il presidente Usa ha fatto scattare il conto alla rovescia. E rivolgendosi agli iracheni ha detto: "La liberazione e vicina". La Francia durissima: "Ultimatum contrario alle nazioni unite". Gli ispettori Onu lasciano Baghdad



(C) Quotidiano Net


WASHINGTON, 18 MARZO 2003 - 48 ore per andare in esilio ed evitare la guerra. Il presidente americano George Bush ha dato, nel discorso alla Nazione che si è tenuto alle 2 ore italiana, a Saddam Hussein un ultimatum di due giorni per rinunciare al potere e abbandonare l'Iraq.

Bush ha detto che «la sicurezza del mondo richiede che Saddam Hussein sia disarmato. Adesso».

«Nessuna nazione al mondo può sostenere che Iraq abbia disarmato - ha detto il presidente nel suo discorso durato 15 minuti - E l'Iraq non disarmerà finchè Saddam Hussein sarà al potere».

Bush ha ricordato i «dodici anni di diplomazia» spesi nel cercare di convincere il presidente iracheno a rinunciare alle sue armi di sterminio «con l'invio di centinaia di ispettori» ma Saddam ha usato solo la diplomazia «come un trucco per continuare a guadagnare tempo».

Il presidente americano ha criticato le Nazioni Unite affermando che «non ha tenuto fede alle sue responsabilità» aggiungendo che gli Stati Uniti «terranno invece fede alle loro».

Bush ha detto che gli Stati Uniti «hanno l'autorità sovrana di usare la forza per garantire la propria sicurezza nazionale».

«Il pericolo è evidente. I terroristi, usando armi chimiche e biologiche, e un giorno anche nucleari, fornite dall'Iraq, potrebbero realizzare il loro sogno di massacrare centinaia di migliaia di persone innocenti nel nostro paese o altrove», ha detto Bush «Prima che venga questo giorno di orrore, prima che sia troppo tardi per agio, questo pericolo deve essere rimosso. E noi lo faremo».

Bush ha dedicato parte del suo discorso per rivolgersi direttamente agli iracheni. Ha invitato i militari iracheni a «non combattere per un regime morente che non vale la vostra vita». Ha ammonito i comandanti militari a «non distruggere i pozzi petroliferi» e a «non usare armi di sterminio» contro le truppe americane o gli stessi iracheni, ricordando che azioni del genere sarebbero «crimini di guerra» che sarebbero puniti col massimo rigore« Nessuno potrà dire "di avere obbedito agli ordini ricevuti".

Rivolgendosi alla popolazione irachena Bush ha promesso che "la liberazione è vicina" e che verrà presto il giorno in cui l'Iraq sarà "libero e prospero«, un paese »senza camere di tortura e soprusi terribili".

A Saddam Hussein il presidente americano ha lasciato solo una possibilità: abbandonare l'Iraq con i suoi figli "entro 48 ore" se vuole evitare la guerra. Un attacco americano potrebbe scattare, dopo questa scadenza, "in qualsiasi momento di nostra scelta".

Mentre Bush faceva il suo discorso rivolto all'America, a Saddam Hussein e al resto del mondo, veniva annunciato l'aumento del codice di allerta dal giallo (livello intermedio) all' arancione, il secondo nella scala di allerta. Bush ha annunciato una serie di misure nel suo intervento pere rafforzare le difese del paese nei confronti di una nuova azione terroristica.

Prima del suo discorso alla nazione Bush si era incontrato lunedì pomeriggio prima con i leaders del Congresso, quindi con i suoi più stretti collaboratori sulla sicurezza nazionale e sulla lotta al terrorismo. Il presidente ha provato un paio di volte il suo importante discorso alla nazione, un discorso che di fatto pone l'America sul sentiero di guerra.

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