Roma, 28 maggio 2003 - Ci sono voluti i calci di
rigore per assegnare la Champions League 2002-03. Alla fine di
un lunghissimo match la Coppa finisce al Milan, che piega per
3-2 la Juventus: rossoneri più freddi e fortunati nella
roulette finale, dopo che i 120 minuti, tra regolamentari e
supplementari si erano chiusi sull 0-0.
L'avvio della finale tutta italiana è fulminante. Rapidi
capovolgimenti di fronte, mai pericolosi per la verità, ma che
danno l'impressione di due squadre ben disposte, pronte a
sfidarsi a viso aperto. All'8' Pippo Inzaghi cade in area, ma
Buffon è in anticipo e Merk fa proseguire. Al 9' Shevchenko
mette in gol, ma la sua rete viene annullato per off side di
posizione di Rui Costa, che è davanti a Buffon e ne disturba la
visuale sul tiro dell'ucraino.
Al 10' cross di Thuram dalla destra, colpo testa di
Trezeguet che manda sul fondo, di poco, ma a due passi da Dida.
Al 17' cross di Seedorf per lo splendido tuffo di testa di
Inzaghi, ma Buffon è strepitoso e vola alla sua sinistra per
deviare in angolo. Al 25' Seedorf mette ancora in area, ancora
per Inzaghi, ma stavolta l'attaccante rossonero è anticipato da
Tudor in angolo.
Al 28' Del Piero al limite dell'area, controlla, si
destreggia, poi cerca il pallonetto a girare, alto. Al 30'
ancora Del Piero che stavolta serve Trezeguet in area, ma il
francese è in ritardo. Al 31' Shevchenko crossa dalla sinistra,
Inzaghi stacca benissimo sul primo palo, ma non ci arriva per un
soffio, allora Tacchinardi mette in angolo. Al 38', servito da
Pirlo, Rui Costa dal limite stoppa e col destro calcia in porta:
il pallone sfiora il palo alla destra di Buffon. Al 43'
Camoranesi pesca Del Piero in area, destro che Dida mette in
angolo. Al 45' lunga azione nell'area del Milan, ci provano in
tanti, ma Dida, pur sotto pressione alla fine abbranca il
pallone.
Avvio di ripresa e nella Juventus non c'è più Camoranesi,
mai in partita nel primo tempo, al suo posto Lippi propone
Antonio Conte. Ed è proprio il nuovo entrato, dopo nemmeno 120
secondi a centrare un legno con uno splendido tuffo di testa:
ottima torsione per anticipare Nesta, ma la palla, che supera
Dida, si stampa sulla traversa. Le telecamere immortalano
l'imprecazione, non propriamente inglese, di Antonio Conte. Il
secondo tempo è totalmente diverso dal primo. Le squadre si
sono fatte più guardinghe e rischiano di meno. Ne risente lo
spettacolo, azioni da gol non ce ne sono più. Fino al 15'.
Punizione dalla destra del Milan, testa di Maldini a
schiacciare con la palla che finisce fuori di un soffio. Poi di
nuovo il nulla, con la Juventus che perde Davids per un guaio
muscolare. Lippi inserisce la terza punta, Zalayeta. Poco dopo,
a venti minuti dal termine, gli risponde Ancelotti che si gioca
la carta-Serginho, fatto entrare in luogo di Pirlo. Squadre ora
più sbilanciate, almeno sulla carta. Al 28' Conte da fuori
aggancia al volo e prova il sinistro, tiro molto alto. La
partita ridare segni di vitalità.
Al 31' cross di Serginho in area, Inzaghi brucia tutti,
ma di testa manda alto. Poi le squadre penosamente smettono
definitivamente di giocare e si consegnano ai supplementari.
I prolungamenti si giocano con la regola del Silver gol:
se una delle due squadra dovesse chiudere in vantaggio la prima
frazione da 15 minuti, si aggiudicherebbe la Coppa senza bisogno
di giocare il secondo tempo supplementare. In caso di perdurante
parità, calci di rigore. E dopo neanche 5 minuti si blocca
Roque Junior, forse uno stiramento lo mette ko. Il brasiliano
non può uscire, il Milan ha già effettuato (come la Juve) le
tre sostituzioni; si fa medicare, ma serve a poco, così
Serginho rimane in campo, nella vecchia posizione dello 'zoppo'
(all'ala destra), e i rossoneri sono praticamente in 10. Arriva
senza sussulti la fine del tempo. Niente Silver gol.
Secondo tempo supplementare, le due squadre tornano in
campo attanagliate dalla paura, i rigori sembrano inevitabili. E
così è. La Coppa dei Campioni 2003 verrà assegnata ai calci
di rigore. Una finale chiusa sullo 0-0 e decisa ai rigori non si
vedeva dal '91, in campo c'erano Olimpique Marsiglia e Stella
Rossa Belgrado: vinsero gli jugoslavi.
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