| E' morto il
regista Elia Kazan |
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| Genio
indiscusso del cinema e del teatro (nella foto con Arthur
Miller) si è spento all'età di 94 anni, a New York. Fra
i suoi capolavori: 'Fronte del porto', che consacrò
Marlon Brando |
NEW YORK, 29 SETTEMBRE 2003 - È stato tanto grande quanto
controverso, tanto amato per il suo talento quanto
odiato per il sostegno alla crociata anticomunista degli
anni Cinquanta in America: il controverso regista Elia
Kazan è morto ieri nella sua casa di Manhattan, a
New York.
Aveva 94 anni. A darne notizia è stato l'avvocato
che per oltre mezzo secolo ha lavorato con Kazan,
Floria Lasky. La causa del decesso non è stata
accertata, ha spiegato, «ma negli ultimi anni» il
regista «non era stato troppo bene». La moglie e i
quattro figli ancora vivi «gli erano accanto», ha
raccontato la Lasky.
Genio indiscusso del cinema e del teatro, fondatore
con Lee Strasberg dell'Actors Studio, Kazan deve la sua
fama a capolavori come 'Fronte del porto', che
consacrò Marlon Brando, 'Viva Zapata', 'La
valle dell'Eden', 'Splendore nell'erba'.
In teatro, Kazan collaborò con grande successo nel
1947 con il commediografo Tennessee Williams per la messa
in scena di 'Un tram chiamato desiderio', poi
portato sul grande schermo, e fu acclamato nel 1949 per
'Morte di un commesso viaggiatorè di Arthur Miller.
Nella sua carriera ha ottenuto 21 nomination all'Oscar e
vinto nove statuette.
La fama, però, per Kazan è stata segnata anche da
grandi polemiche. Il regista fu molto criticato per avere
denunciato al senatore Joseph McCarthy alcuni suoi
ex compagni del 'Group Theatre', il gruppo teatrale
in cui aveva militato negli anni Trenta, come lui iscritti
al partito comunista.
La deposizione davanti alla Commissione per le
attività antiamericane di McCarthy permise al regista di
continuare a lavorare, ma lo bollò a vita e quando nel
1999 gli fu attribuito l'Oscar alla carriera, a
Hollywood non mancarono le polemiche; alla serata di
consegna della statuetta, molti in sala non
applaudirono il regista.
Hollywood non aveva dimenticato quegli otto nomi che Kazan
aveva pronunciato il 10 aprile del 1952; molti
esponenti della cultura e dello spettacolo furono chiamati
a testimoniare, ma quasi tutti si rifiutarono di
collaborare. Per McCarthy era stato un colpo
grosso. Kazan fu il più illustre rappresentante di
Hollywood a cui potè chiedere: «Lei è attualmente o è
stato un comunista?».
Appena finito di deporre, il regista acquistò uno spazio
pubblicitario sul 'New York Times' per difendere la
sua scelta e invitare altri a seguire il suo esempio. Lo
fece anche più tardi, per tutta la sua carriera, ma non
tutti lo perdonarono, viste le conseguenze del suo gesto.
John Garfield fu tra gli otto denunciati da Kazan.
Nei primi anni Cinquanta era un attore promettente,
con una discreta filmografia alle spalle, ma la sua
carriera fu bruscamente interrotta. Messo all'indice,
senza più un lavoro, Garfield morì nel 1953, a 39
anni, per un attacco cardiaco.
Kazan era nato a Costantinopoli nel 1909; nel 1913,
si trasferì insieme con i genitori greci negli Stati
Uniti e il padre aprì un negozio di tappeti. Dopo
avere studiato teatro all'università di Yale, nel
1932 entrò nel 'Group Theatre' e la frequentazione
lo portò a iscriversi al partito comunista dal 1934 al
1936.
Negli anni '40, Kazan debuttò a Broadway con 'Skin
of Our Teeth' (1942) e a Hollywood con 'Un albero
cresce a Brooklyn' (1945). Nel 1947, girò il suo primo
film sull'anti-semitismo, 'Barriera invisibile',
che poi lui stesso definì anni dopo 'troppo dannatamente
garbatò. La pellicola gli valse l'Oscar per miglior film
e la miglior regia.
Dopo la deposizione davanti a McCarthy, Kazan
continuò la sua carriera dividendosi tra le due coste
degli Stati Uniti, tra il cinema in California e il teatro
a New York. Sono moltissimi i grandi attori lanciati dal
regista, oltre a Marlon Brando. Nel 1955, diede a
James Dean il suo primo ruolo da protagonista in 'La
valle dell'Eden', nel 1960 chiamò Montgomery Clift
per 'Fango sulle stelle' e nel 1961 Warren Beatty, al
fianco di Natalie Wood, in 'Splendore nell'erbà.
Kazan filmò nel 1976 il suo ultimo film, dal titolo
emblematico: 'Gli ultimi fuochì, con Robert de Niro.
Oltre che a teatro e cinema, Kazan si dedicò anche
alla scrittura già a partire dagli anni Sessanta. Nel 1988,
uscì la sua autobiografia 'Elia Kazan, una vita'
in cui toccò ancora una volta il tasto dolente del
maccartismo di cui si era reso complice. Lo fece
attraverso le parole fatte pronunciare in 'Fronte del
Porto' a Brando, scaricatore che denuncia i leader
sindacali corrotti.
«Quando Brando, alla fine, urla 'Sono contento di
averlo fatto, mi senti? Contento», scrisse, «ero io che
dicevo con lo stesso fervore che ero contento di avere
testimoniato». |
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