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| Venere davanti
al Sole dopo 122 anni |
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| Martedì 8
giugno si potrà osservare nuovamente il passaggio di
Venere davanti al Sole, fenomeno usato in passato per
stimare la distanza della Terra dal Sole. Sarà visibile
da Europa, Asia e Africa, si potrà seguire sul sito www.passaggio
divenere.it. |
(C) Quotidiano.net |
Trieste, 5 giugno 2004 -"Il fascino di questa
eclissi affonda le sue radici soprattutto nella storia
dell'astronomia, peccato che a scuola non la
s'insegni" afferma Paolo Molaro direttore
dell'Osservatorio Astronomico di Trieste.
Martedì 8 giugno 2004, infatti, dopo 122 anni,
si potrà osservare nuovamente il passaggio di Venere
davanti al Sole, fenomeno usato nel passato dagli
astronomi per stimare la distanza della Terra dal Sole,
oggi banco di prova per la ricerca di pianeti simili alla
Terra intorno ad altre stelle.
Il passaggio sarà visibile dall'Europa, dall'Asia
e dall'Africa e l'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF)
ha organizzato una rete per consentire di seguire
l'evoluzione del fenomeno via internet, sul sito web
http://ww.passaggiodivenere.it.
A livello europeo, una grande iniziativa divulgativa
rivolta alle scuole e agli astrofili è anche organizzata dall'Osservatorio
Australe Europeo (ESO), descritta sul sito web
http://www.vt-2004.org. Molte le iniziative parallele
prese a Roma, Milano e Trieste per quello che dà inizio
alla quarta coppia di passaggi osservata nella storia
dell'uomo.
"Si potrà infatti vedere Venere nuovamente nel
2012, ma dall'altro emisfero,- spiega Molaro- poi
bisognerà attendere il 2117 e il 2225". "Il
fenomeno fu previsto da Keplero nel 1627 per il 1631.
Lui morìnel 1630, ma un giovane inglese di 22 anni,
Jeremiah Horrock, studente di astronomia a Cambridge,
rivedendo i calcoli di Keplero, s'accorse, nel 1639, che
non era stato contemplato il secondo transito. Venere
sarebbe passata dunque una seconda volta e Horrock riuscì
a prendere le misure, calcolando la distanza del sole
dalla terra in 94 milioni di chilometri, 13 volte di più
di quanto si credesse ai tempi di Tolomeo".
"Horrock non fu il primo osservatore.- prosegue
Molaro- Aveva avvisato il collega Crabtree, che per
primo vide l'eclissi, senza però misurare, ma diffondendo
i dati di Horrock, morto poco dopo.
Se il metodo era sbagliato, dobbiamo però pensare
all'importanza storica che ebbe questa ricerca. Erano i
tempi in cui Galileo veniva condannato a morte e ciò era
la dimostrazione concreta della correttezza delle sue
teorie". Nel 1700 Edmund Halley trova un metodo
corretto di calcolo.
"Comincia l'affascinante epoca delle spedizioni
navali- prosegue Molaro-. Per i transiti del 1761 e
del 1769 in tutto il mondo ne organizzarono 120,
soprattutto Francia e Inghilterra, tanto che venne persino
stipulato un trattato di non aggressione per le navi con
gli osservatori".
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